Imposta di bollo sulle fatture elettroniche: Le novità a partire dal 2019

L’art. 1 del D.M. 28 dicembre 2018 ha riformulato l’art. 6, comma 2, del D.M. 17 giugno 2014  ed ha modificato la periodicità di versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche, passando così da un assolvimento su base annua ad uno su base trimestrale.

Di seguito saranno evidenziate le novità della disciplina che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2019.

Operazioni soggette ad imposta di bollo

Innanzitutto vediamo di definire quali sono le operazioni in relazione alle quali è dovuta l’imposta di bollo.

In linea generale vige il principio di alternatività tra l’imposta sul valore aggiunto e l’imposta di bollo, pertanto in quei casi in cui non è prevista l’appllicazione dell’iva è previsto l’assolvimento del bollo.

Nello specifico saranno soggette all’imposta di bollo nella misura di 2,00 euro le fatture e i documenti  di importo  complessivo superiore a 77,47 euro riguardanti operazioni:

  • fuori campo IVA;
  • escluse da IVA (rientrano tra queste operazioni i riaddebiti di spese anticipate in nome  e per conto  della controparte, interessi  di mora, penalità per inadempimenti, e le altre casistiche di cui all’art. 15 del D.P.R. n. 633/1972);
  • esenti da IVA (art. 10 del D.P.R. n. 633/1972);
  • non  imponibili perché  effettuate in relazione  ad operazioni  assimilate  alle esportazioni, servizi internazionali e connessi agli scambi internazionali, cessioni ad esportatori abituali  (esportazioni indirette, art. 8, lett. c), del D.P.R. n. 633/1972).

Si precisa che le operazioni con inversione contabile (reverse charge) ai sensi dell’art. 17 comma 6 del DPR 633/1972 non rientrano in tali casistiche e le relative fatture non dovranno scontare l’imposta di bollo. Ciò in quanto l’inversione contabile rappresenta solo un diverso inquadramento del soggetto debitore dell’imposta (il cessionario e non il cedente) ma l’operazione è comunque soggetta ad essa.

Una situazione  che si può verificare spesso è quella di dover emettere delle fatture che riportano contemporaneamente  importi soggetti all’imposta sul valore aggiunto ed importi esclusi dall’applicazione della stessa per una cifra superiore ai 77,47 euro. Posto che il Testo unico dell’imposta di bollo non prende in considerazione tale casistica, limitandosi a dettare il principio generale dell’alternatività. Ad oggi l’unico intervento sul tema è stato effettuato dall’Agenzia delle Entrata nella Risoluzione n. Ris. n. 98/E  del 03.07.2001, con la quale ha chiarito che in caso di compresenza in fattura di importi assoggettati ad IVA ed importi assoggettabili ad imposta di bollo, quest’ultima è dovuta esclusivamente se il valore delle operazioni non assoggettabili ad IVA eccede la franchigia di 77,47 euro.

Imposta di bollo e fatture elettroniche

Modalità di assolvimento fino al 31.12.2018

L’art. 6, comma 2, del D.M. 17 giugno 2014, nella formulazione vigente fino al 31.12.2018  prevedeva che “il pagamento dell’imposta relativa alle fatture, agli  atti,  ai  documenti ed ai registri emessi o utilizzati durante  l’anno  avviene in un’unica soluzione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio. Le fatture elettroniche per le quali e’  obbligatorio  l’assolvimento dell’imposta di  bollo  devono  riportare  specifica  annotazione  di assolvimento dell’imposta ai sensi del presente decreto”.

Pertanto per le fatture elettroniche emesse fino al 31.12.2018 e soggette all’imposta di bollo era previsto che:

  1. Dovessero innanzitutto riportare apposita dicitura di assolvimento in maniera “virtuale” ai sensi del D.M. 17 Giugno 2014;
  2. Il pagamento dell’imposta dovesse essere eseguito non periodicamente bensì in un’unica soluzione entro il 30 aprile dell’esercizio successivo mediante versamento con modello F24 e codice tributi 2501.

Modalità di assolvimento a partire dal 01.01.2019

Come detto in precedenza L’art. 1 del D.M. 28 dicembre 2018 ha riformulato l’art. 6, comma 2, del D.M. 17 giugno 2014 ed ha modificato le modalità di assolvimento dell’imposta relativa alle fatture elettroniche lasciando invece immutato il procedimento previsto per gli  atti,  i  documenti ed i registri emessi o utilizzati durante  l’anno.

In particolare è stato previsto che l’imposta di bollo relativa alle fatture elettroniche emesse in ciascun trimestre solare, , comprese quelle destinate alle PA, dovrà essere versata entro il giorno 20 del primo mese successivo. A tal fine, al termine di ogni trimestre, l’Agenzia delle Entrate renderà  noto, nell’area riservata all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi”, l’ammontare dovuto sulla base dei dati presenti  nelle fatture elettroniche inviate attraverso  il Sistema di Interscambio (c.d. SDI);

L’Agenzia Entrate ha definito con la Risoluzione 42/E del 9 aprile 2019 i nuovi codici tributo per il versamento trimestrale dell’imposta di bollo ed ha reso inoltre disponibile sul portale fatture corrispettivi l’apposita area in cui consultare la liquidazione effettuata dalla stessa.

I codici istituiti sono:

  • “2521” denominato “Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – primo trimestre – art. 6 decreto 17 giugno 2014”;
  • “2522” denominato “Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – secondo trimestre – art. 6 decreto 17 giugno 2014”;
  • “2523” denominato “Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – terzo trimestre – art. 6 decreto 17 giugno 2014”;
  • “2524” denominato “Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – quarto trimestre – art. 6 decreto 17 giugno 2014”;

Il pagamento  potrà avvenire, in via alternative direttamente dal portale “Fatture e Corrispettivi” richiedendo l’addebito su un conto corrente bancario o postale oppure utilizzando  il modello  F24 predisposto dall’Agenzia delle Entrate.

Si ricorda   che  le  fatture elettroniche per  le  quali  è  obbligatorio  il  pagamento dell’imposta  di bollo dovranno continuare a riportare apposita dicitura di assolvimento in maniera “virtuale” ai sensi del D.M. 17 Giugno 2014. Tale annotazione può essere inserita in maniera automatizzata, selezionando, in sede di compilazione della fattura elettronica, un apposito campo presente in tutti i software che generalmente viene denominato “DATI BOLLO”.  Attivato tale campo dovrete indicare l’importo del bollo (2,00€). L’inserimento di tale richiamo normative, oltre ad essere espressamente previsto dalla legge, è anche funzionale alla liquidazione dell’imposta da parte dell’Agenzia, la quale esegue il calcolo effettuando una moltiplicazione del n. di documenti per i quali è stata dichiarata la debenza dell’imposta di bollo per l’importo di due euro.

Imposta di bollo e fatture in formato non elettronico

In tutti i casi in cui la normativa vigente consente ancora l’emissione della fattura in formato diverso da quello elettronico (xml) è possibile assolvere l’imposta di bollo mediante apposizione della contrassegno telematico, comunemente chiamato marca, sull’originale consegnato al cliente. 

Questa casistica riguarda, ad esempio, i contribuenti che applicano il regime dei minimi, forfettario e gli operatori sanitari. In particolare questi ultimi, sono destinatari, per il periodo d’imposta 2019, del divieto di emissione della fattura elettronica con riferimento  alle prestazioni sanitarie rese direttamente nei confronti dei pazienti e pertanto dovranno continuare ad emettere le fatture in formato analogico.

Una situazione che spesso capita è quello di non poter consegnare personalmente l’ originale della fattura con apposta la marca da bollo al proprio cliente ma di doverla inviare mediante posta elettronica.  In tal caso sarà sufficiente trasmettere al proprio cliente una copia in PDF del documento con in calce la dicitura: “Imposta di bollo assolta mediante apposizione del contrassegno telematico n. …………. Sull’originale detenuto dal cedente/prestatore” e conservare la propria copia con apposta la marca da bollo cartacea.

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