Redditi di lavoro dipendente prodotti all’estero

I contribuenti considerati residenti in Italia, ai sensi dell’art. 2 del T.U.I.R., che sono tenuti a presentare la dichiarazione devono includere tutti i redditi percepiti nel periodo d’imposta, compresi quelli eventualmente prodotti all’estero.

La regola generale della tassazione del reddito globalmente prodotto dal soggetto residente può essere derogata dalle disposizioni contenute nelle convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate con gli Stati esteri. Queste ultime possono prevedere che i redditi prodotti in un paese estero debbano essere assoggettati a tassazione:

  • sia in Italia sia nello stesso Stato estero;
  • esclusivamente in Italia.
  • esclusivamente nello stesso Stato estero. In tal caso non sussisterà alcun obbligo dichiarativo nello Stato Italiano.

 

Criteri per individuare la residenza

Per essere considerato residente in Italia sarà necessario, alternativamente:

  1. essere stato iscritti nell’anagrafe delle persone residenti in italia per più della metà dell’anno (e cioè per 183 giorni negli anni normali, 184 in quelli bisestili);
  2. avere avuto il domicilio in italia per più di metà dell’anno, dove per domicilio si intende il luogo in cui le persone hanno stabilito la sede principale dei loro affari e interessi, anche morali e familiari;
  3. aver avuto dimora abituale in italia per più della metà dell’anno.

Essendo tali condizioni tra di loro alternative sarà sufficiente, pur avendo avuto domicilio o dimora abituale all’estero per più di metà dell’anno, non essersi iscritti all’anagrafe degli italiani residenti all’estero (c.d. A.I.R.E.) per essere comunque considerati soggetti fiscalmente residenti in Italia.

Un discorso a parte deve essere fatto con riferimento agli stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato individuati con decreto del ministro delle finanze 4 maggio 1999. I trasferimenti di residenza verso tali paesi sono considerati, per presunzione legale relativa, fittizi. Pertanto i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente ed emigrati verso gli stessi dovranno essere pronti a fornire la prova del reale trasferimento all’estero ( es. l’iscrizione ed effettiva frequenza dei figli presso istituti scolastici o di formazione del paese estero, lo svolgimento di un rapporto lavorativo a carattere continuativo, stipulato nello stesso paese estero, ovvero l’esercizio di una qualunque attività economica con carattere di stabilità, ecc.).

Stipendi, redditi e pensioni prodotti all’estero

Devono essere dichiarati gli stipendi, le pensioni ed i redditi assimilati percepiti da contribuenti residenti in Italia:

  1. prodotti in un paese estero con il quale non esiste convenzione contro le doppie imposizioni. In tal caso si applica le regola generale della tassazione in Italia di tutti i redditi prodotti nel periodo d’imposta, compresi quelli esteri;
  2. prodotti in un paese estero con il quale esiste una convenzione contro le doppie imposizioni in base alla quale tali redditi devono essere assoggettati a tassazione sia in Italia sia nello Stato estero;
  3. prodotti in un paese estero con il quale esiste una convenzione contro le doppie imposizioni in base alla quale tali redditi devono essere assoggettati a tassazione esclusivamente in Italia.

Nei casi di cui ai punti 1. e 2., al fine di evitare il fenomeno della doppia imposizione, viene concesso al contribuente,  ai sensi dell’art. 165 del T.U.I.R.,  un credito per le imposte pagate all’estero a titolo definitivo. Nel caso di cui al punto 3. invece, se i redditi hanno subito un prelievo fiscale anche nello Stato estero di erogazione, il contribuente, residente nel nostro Paese, non ha diritto al credito d’imposta, ma al rimborso delle imposte pagate nello Stato estero. Il rimborso deve essere chiesto all’autorità estera competente in base alle procedure da questa stabilite.

Esempi di tassazione in base alle vigenti convenzioni contro le doppie imposizioni

Si indicano qui di seguito, per alcuni Paesi, le modalità di tassazione che riguardano gli stipendi, i redditi e le pensioni percepiti da contribuenti residenti in Italia.

Sono pensioni pubbliche quelle pagate da uno Stato o da una sua suddivisione politica o amministrativa o da un ente locale. In linea generale  tali pensioni sono imponibili soltanto nello Stato da cui provengono.

Sono pensioni private quelle corrisposte da enti, istituti od organismi previdenziali dei paesi esteri preposti all’erogazione del trattamento pensionistico. In linea generale tali pensioni sono imponibili soltanto nel paese di residenza del beneficiario. 

Tipologia di reddito Paese con il quale è stipulata la convenzione Modalità di tassazione
Stipendi pagati da un datore di lavoro privato Argentina, Australia, Belgio, Canada, Germania, Regno Unito, Spagna, Svizzera e Stati Uniti è prevista la tassazione esclusiva in Italia quando esistono contemporaneamente le seguenti condizioni:1.      il lavoratore residente in Italia presta la sua attività nel paese estero per meno di 183 giorni;2.      le remunerazioni sono pagate da un datore di lavoro residente in Italia;3.      l’onere non è sostenuto da una stabile organizzazione o base fissa che il datore di lavoro ha nell’altro Stato.

 

Pensione estera erogata da ente pubblico percepita da residente italiano Argentina – Regno Unito – Spagna – Stati Uniti – Venezuela Le pensioni pubbliche sono assoggettate a tassazione solo in Italia se il contribuente ha la nazionalità italiana.
Belgio – Germania Le pensioni pubbliche sono assoggettate a tassazione solo in Italia se il contribuente ha la nazionalità italiana e non anche quella estera. Se il contribuente ha anche la nazionalità estera la pensione viene tassata solo in tale paese.
Francia Le pensioni pubbliche di fonte francese sono di norma tassate solo in Francia. Tuttavia le stesse sono assoggettate a tassazione solo in Italia se il contribuente ha la nazionalità italiana e non quella francese.
Australia Tassazione esclusiva in Italia
Svizzera Le pensioni pubbliche sono tassate solo in Svizzera se il contribuente possiede la nazionalità Svizzera; in caso contrario sono tassate solo in Italia.
Pensione estera erogata da soggetto privato percepita da residente italiano

Argentina – Regno Unito – Spagna – Stati Uniti – Venezuela

Le pensioni private sono assoggettate a tassazione solo in Italia.

Belgio – Germania

Le pensioni private sono assoggettate a tassazione solo in Italia

Francia

Le pensioni private francesi sono tassate, secondo una regola generale, solo in Italia, tuttavia le pensioni che la vigente Convenzione Italia-Francia indica come pensioni pagate in base alla legislazione di “sicurezza sociale” sono imponibili in entrambi gli Stati.

Australia

Tassazione esclusiva in Italia

Svizzera

Le pensioni private sono tassate solo in Italia. Le rendite corrisposte da parte dell’Assicurazione Svizzera per la vecchiaia e per i superstiti (rendite AVS) non devono essere dichiarate in Italia in quanto assoggettate a ritenuta alla fonte a titolo di imposta.

Redditi prodotti all’estero in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto

I redditi prodotti all’estero in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto, di cui al comma 8-bis dell’art. 51 del Tuir, sono soggetti ad un regime di tassazione convenzionale.

Si tratta dei redditi prodotti dai dipendenti che, pur avendo soggiornato nello stato estero per un periodo superiore a 183 giorni, sono considerati residenti in Italia in quanto hanno mantenuto nel territorio dello Stato i propri legami familiari ed il centro dei propri interessi patrimoniali e sociali.

Il reddito da sottoporre a tassazione non è quello effettivamente percepito, bensì è determinato sulla base delle retribuzioni convenzionali definite annualmente con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali. Per l’anno 2018, si fa riferimento al decreto interministeriale del 20 dicembre 2017 pubblicato sulla G.U. n. 14 del 18 gennaio 2018.

La tassazione sulla base delle retribuzioni convenzionali non trova applicazione nei casi in cui l’attività di lavoro dipendente all’estero sia svolta per meno di 183 giorni nell’arco dei dodici mesi ed in quelli in cui le convenzioni contro le doppie imposizioni in vigore prevedano la tassazione esclusiva del reddito prodotto nello Stato estero.

 

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