Corrispettivi telematici – Le alternative al registratore

Corrispettivi telematici – Le alternative al registratore

L’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi, dopo un primo avvio dal 1 Luglio 2019 per i soli esercenti con Volume d’Affari superiore a € 400.000 nell’anno precedente, sarà ulteriormente esteso con decorrenza 1 Gennaio 2020.

Le (seppur esigue) casistiche di esonero sono state previste dal DM 10 Maggio 2019. Al di fuori di queste, l’obbligo riguarderà tutti i soggetti di cui all’Art. 22 del D.P.R. 633/1972 (commercianti al minuto, alberghi, ristoranti, bar, ambulanti…) i quali non sono tenuti all’emissione della fattura salvo che questa non sia richiesta dal cliente.

Per poter adempiere ai nuovi obblighi, sarà dunque necessario per tutti questi soggetti dotarsi a breve di un Registratore Telematico in grado di effettuare le operazioni di memorizzazione elettronica e trasmissione dei corrispettivi ovvero, se possibile, adattare quello già utilizzato.

Si ricorda che anche per chi è tenuto alla trasmissione telematica dei corrispettivi dal 1 Gennaio 2020, così come per coloro che dovevano incominciare dal  1 Luglio 2019, è stata prevista una fase di moratoria delle sanzioni per i primi sei mesi.  Sono stati introdotti anche alcuni strumenti gratuiti messi a disposizione dall’AE per gestire tale fase transitoria (per maggiori dettagli in merito si rinvia al nostro articolo Corrispettivi telematici – Facciamo il punto della situazione).

Tuttavia l’acquisto del Registratore Telematico, ovvero l’adattamento di quello già in possesso dell’esercente, non sono le uniche alternative per assolvere ai nuovi adempimenti di documentazione delle operazioni.

Vediamo di seguito le principali soluzioni valutabili dagli esercenti che non volessero dotarsi di un Registratore telematico.

Emissione di fattura per tutte le operazioni.

I soggetti di cui all’Art. 22 del DPR 633/1972 dovranno certificare le operazioni tramite il Documento Commerciale e continueranno a dover emettere fattura solo se richiesta dal cliente.

Nulla vieta però a tali soggetti  di adottare la fattura come unico mezzo di documentazione delle operazioni, in luogo del Documento Commerciale.

Le fatture emesse saranno in tal caso elettroniche sempre ché non si tratti di soggetti rientranti in una delle casistiche di esonero  previste dalla legge i quali possono ancora emettere documenti in formato analogico.

Per maggiori dettagli in merito agli esoneri si rinvia al nostro articolo Fattura elettronica obbligatoria: non per tutti.

La fattura semplificata

Un ulteriore aspetto da considerare è che, a seguito delle modifiche apportate dal Decreto MEF del 10 Maggio 2019[1], fino ad importi (IVA compresa) di € 400, e non più 100 come in precedenza, può essere emessa la fattura semplificata ai sensi dell’Art. 21-bis del DPR 633/1972.

Nella fattura semplificata il contenuto informativo richiesto è ridotto rispetto alla fattura ordinaria.

Il cessionario o committente può infatti essere identificato mediante la sola Partita IVA o il solo Codice fiscale, se stabilito nel territorio dello Stato, o mediante il numero identificativo IVA del Paese di stabilimento, se non stabilito nel territorio delle Stato.

Questo può velocizzare la fatturazione considerato che, specie nei casi in cui si tratta di un nuovo cliente piuttosto che uno abituale, ciò che richiede più tempo è proprio l’inserimento di tutti i dati del cliente.

Inoltre, l’operazione può essere descritta in modo sintetico e non è richiesta la distinta esposizione di imponibile ed imposta, essendo sufficiente riportare l’importo del corrispettivo complessivo (il totale fattura) e dell’imposta ivi incorporata ovvero, in alternativa, i dati che permettono di calcolarla.

È chiaro che occorre valutare caso per caso l’utilizzo di tale soluzione in base alle caratteristiche dell’attività esercitata e dei volumi di operazioni poste in essere dal contribuente.

Soprattutto nei casi in cui il numero di documenti emessi giornalmente non è particolarmente elevato, questa potrebbe essere una valida alternativa per gestire tutte le operazioni avvalendosi della fatturazione come unico “binario”.

La procedura web Documento Commerciale On-line.

Il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 99297 del 18 Aprile 2019 ha introdotto la possibilità di effettuare la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri anche tramite una procedura web gratuita resa disponibile dall’Agenzia delle Entrate.

Si chiama “Documento Commerciale Online” ed è accessibile tramite il portale “Fatture e Corrispettivi” nella sezione “Corrispettivi” già dal 29 giugno 2019.

L’utilizzo è ammesso esclusivamente con credenziali proprie e, pertanto, l’eventuale soggetto terzo delegato ai servizi di Fatturazione elettronica e Corrispettivi, non può operare per conto del delegante nell’area dedicata al documento commerciale.

Il contribuente che intenda usufruirne deve perciò preventivamente dotarsi di, alternativamente:

  • Credenziali Fisconline o Entratel;
  • Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  • SPID (Servizio Pubblico di Identità Digitale).

La procedura

Le funzionalità a disposizione sono  la generazione dei documenti commerciali e la consultazione di quelli già emessi in precedenza.

In particolare, per quanto riguarda la generazione, la stesura del documento è strutturata in quattro fasi successive:

  • “I miei dati”, dove valorizzare i dati dell’anagrafica personale del soggetto in parte già precompilati dal sistema;
  • “Dati documento”, dove inserire le informazioni contabili dell’operazione.

    Esempio di documento commerciale


    Ecco un fac-simile di documento commerciale in base alle Specifiche Tecniche. Si ricorda che quello rappresentato è un documento commerciale di vendita “standard”.  Se s’intende utilizzarlo ad esempio per le detrazioni fiscali dovrà essere integrato anche con il Codice Fiscale del Cessionario/Committente;
  • “Verifica”, tramite la quale fare un riscontro dei dati inseriti prima della convalida;
  • “Conferma e stampa”, per la protocollazione del documento e la produzione del file per il cliente.[2]

Tramite la conferma del documento, questo viene automaticamente reso immodificabile e il corrispettivo resta memorizzato nei server dell’Agenzia delle Entrate.

Si assolve dunque istantaneamente agli obblighi di memorizzazione e trasmissione.

Il sistema consente poi di produrre un PDF da stampare e consegnare al cliente ovvero inviare in formato elettronico, ad esempio tramite e-mail.

Si ricorda che oltre ai documenti commerciali di vendita, in caso si verifichino errori o resi, possono essere predisposti tramite questa funzionalità anche i documenti di reso e di annullo riferiti a documenti emessi precedentemente.

Possono anche essere gestiti gli sconti oltre che i documenti commerciali per regalo i quali non espongono il prezzo e hanno funzione di garanzia per l’acquirente.

Inoltre, in base al Provvedimento n. 739122 del 31 ottobre 2019, anche la procedura web così come tutti i RT dovrà, entro il 31 dicembre 2019, essere configurata per garantire la trasmissione dei dati necessari per la partecipazione alla “lotteria degli scontrini”.

Si tratta dunque di una alternativa completa e gratuita per chi non volesse dotarsi di un Registratore Telematico e abbia a disposizione una connessione internet su pc, tablet o altro dispositivo.

Anche tale soluzione può essere valutata perlopiù contribuenti che hanno un ridotto volume di operazioni giornaliere e, in particolare, da coloro che conoscono il portale e se ne sono avvalsi per la fatturazione elettronica.


[1] https://www.finanze.it/opencms/it/archivio-evidenza/evidenza/D.M.-10-maggio-2019-Limite-di-importo-per-le-fatture-semplificate/

[2] Specifiche tecniche per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri $2.9,

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/288260/Specifiche-tecniche-provv-n.99297-18.04.19-V.8.pdf/72d7fb8b-b5c2-cbbb-8b30-508b3502afda

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