Decreto Cura Italia – Misure di sostegno economico

Decreto Cura Italia – Misure di sostegno economico - Studio Frau Oristano

Le misure previste sotto forma di indennità, crediti di imposta, detrazioni fiscali ecc. sono le seguenti: 

Indennità per i lavoratori autonomi e altri soggetti

Si tratta di una indennità “una-tantum” pari a 600,00 euro per il mese di Marzo 2020. Vengono riepilogati di seguito i soggetti interessati:

  • Liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. La misura in oggetto non riguarda dunque i liberi professionisti iscritti a cassa di previdenza private;
  • Lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago (Artigiani e Commercianti), non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ad esclusione della Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335;
  • Lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 ed il 17 marzo 2020, non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo 2020;
  • Operai agricoli a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo;
  • Lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro, e non titolari di pensione. Non hanno diritto i lavoratori titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data del 17/03/2020.
  • Lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore della presente disposizione, non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data di entrata in vigore della presente disposizione.

L’ente erogatore è l’INPS, previa domanda degli interessati, nel rispetto dei limiti di disponibilità stanziate per le diverse categorie di beneficiari.

Indennità per i lavoratori dipendenti

È prevista l’erogazione di un premio per il mese di Marzo 2020 ai titolari di redditi di lavoro dipendente di cui all’articolo 49, comma 1, TUIR, che possiedono un reddito complessivo da lavoro dipendente dell’anno precedente non superiore a 40.000 euro.

L’importo è pari a 100 euro, esclusi da tassazione, da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese.

In tal caso sono i sostituti d’imposta di cui agli articoli 23 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 a riconoscere, in via automatica, l’incentivo a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile e comunque entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno. I datori di lavoro recuperano l’incentivo erogato mediante compensazione ex art. 17 del d.lgs 9 luglio 1997, n. 241.

Il “Fondo per il reddito di ultima istanza”

Viene inoltre istituito un fondo per il riconoscimento di una indennità a lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro.

Uno o più decreti del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il MEF, da adottare entro trenta giorni dall’entrata in vigore del Decreto Cura Italia, dovranno definire i criteri di priorità e le modalità di attribuzione dell’indennità in quanto il Decreto “Cura Italia” prevede solo un limite generale di spesa pari a 300 milioni.

I decreti da emanare dovranno definire anche la EVENTUALE quota del limite di spesa da destinare, in via eccezionale, in considerazione della situazione di emergenza epidemiologica, al sostegno del reddito dei professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria.

 

Crediti d’imposta per le imprese

Sono state previste due tipologie di crediti d’imposta destinati ai soli titolari di reddito d’impresa:

  • Credito d’imposta pari al 50% delle spese di sanificazione dei luoghi e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate fino ad un massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario. I criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta devono ancora essere definite da parte di un Decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il MEF, che dovrà essere emanato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto  Cura Italia;
  • Credito d’imposta nella misura del 60 % dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1 ed utilizzabile esclusivamente in compensazione. Sono esclusi dalla misura agevolativa tutti i soggetti operanti nei settori la cui attività non è stata sospesa ai sensi del DPCM 11 Marzo 2020 e riportati negli Allegati 1 e 2 al Decreto.

Detrazioni d’imposta per le erogazioni liberali

  • PERSONE FISICHE ED ENTI NON COMMERCIALI à Detrazione IRPEF del 30%, per le erogazioni liberali in denaro e in natura, effettuate nell’anno 2020 , in favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. La detrazione sarà fruibile in dichiarazione dei redditi da parte dei soggetti che presenteranno un imposta lorda capiente.
  • TITOLARI DI REDDITO D’IMPRESA àDeducibilità da reddito d’impresa delle erogazioni liberali in denaro e in natura a sostegno delle misure di contrasto all’emergenza epidemiologica da COVID-19, effettuate nell’anno 2020. Ai fini IRAP le suddette erogazioni liberali sono deducibili nell’esercizio in cui sono effettuate. La deduzione potrà essere computata in sede di determinazione del reddito d’impresa e della base imponibile IRAP del periodo d’imposta 2020

Agevolazioni tramite il settore bancario

L’art 56 del Decreto Cura Italia,  al fine di sostenere microimprese, piccole e medie imprese danneggiate dall’epidemia di COVID-19, ha previsto che in relazione alle esposizioni debitorie nei confronti di banche, intermediari finanziari ex art. 106 del T.U.B. e degli altri soggetti abilitati alla concessione di credito in Italia:

  • non possano essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020 le aperture di credito a revoca ed i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti, in essere alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella di pubblicazione del presente decreto;
  • siano prorogati fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni e senza alcuna formalità i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020, unitamente ai rispettivi elementi accessori;
  • sono sospesi sino al 30 settembre 2020 il pagamento delle rate o dei canoni di leasing, in scadenza prima di tale data, dei mutui e degli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie. Il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.

Per avvalersi di tali misure di sostegno l’impresa dovrà effettuare apposita comunicazione all’intermediario finanziario corredandola di dichiarazione nella quale si autocertifica, ai sensi dell’art. 47 DPR 445/2000, di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19.

Sospensione pagamenti mutui  Prima Casa

L’Art. 54 del Decreto ha previsto, in deroga alla disciplina ordinaria per l’accesso al Fondo solidarietà mutui “prima casa”, cd. “Fondo Gasparrini”, delle misure specifiche per lavoratori autonomi e liberi professionisti.

Può essere richiesta, per i contratti di mutuo riferiti all’acquisto di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale del mutuatario, la sospensione del pagamento delle rate per un periodo di 9 mesi dall’entrata in vigore del presente Decreto Legge. La domanda deve essere presentata direttamente attraverso l’intermediario finanziario di riferimento.

In particolare il decreto prevede che l’ammissione ai benefici del Fondo venga estesa ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino, ai sensi degli articoli 46 e 47 DPR 445/2000, di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data, un calo del proprio fatturato, superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus. Per l’accesso al Fondo non è richiesta la presentazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE).

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