DL 23/2020 Decreto Liquidità: proroghe dei versamenti

Decreto Liquidità proroghe dei versamenti

Il Decreto Legge n. 23 del 2020 interviene nuovamente sulle scadenze previste per Aprile e Maggio 2020.

Vediamo di seguito le principali novità.

Versamenti in scadenza il 16 marzo 2020

Con il decreto Liquidità viene disposta una rimessione in termini fino al 16 aprile per i tutti i versamenti con scadenza originaria il 16 marzo 2020.

Si ricorda che tali versamenti erano già stati oggetto, ad opera del Decreto Cura Italia, di una mini proroga al 20 di marzo 2020.

Questa nuova misura riguarda tutte le tipologie di contribuenti e consente di considerare tempestivi i versamenti eseguiti entro il 16 di aprile.

Versamenti in scadenza ad  Aprile e Maggio: La sospensione  è “condizionata”

La sospensione dei versamenti in scadenza nei mesi di Aprile e Maggio 2020, relativi a:

  • ritenute su redditi di lavoro dipendente ed assimilati;
  • trattenute addizionali comunali e regionali;
  • contributi previdenziali e premi INAIL;
  • IVA;

è condizionata al rispetto di determinate soglie di fatturato per esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel tenitorio dello Stato.

In particolare per la sospensione dei versamenti del mese di Aprile 2020:

  • Se nel 2019 il volume di ricavi o compensi non ha superato 50 milioni di euro: per accedere alla proroga è necessario che si sia verificata una riduzione del fatturato di marzo 2020 rispetto a quello di marzo 2019 di almeno il 33 per cento;
  • Se nel 2019 il volume di ricavi o compensi ha superato 50 milioni di euro: la riduzione del fatturato/corrispettivi deve essere superiore al 50% nei medesimi mesi.

In merito ai versamenti di Maggio 2020 le condizioni da rispettare, circa gli scostamenti di fatturato sono le medesime, solo che le verifiche dovranno essere effettuate prendendo come riferimenti il mese di Aprile 2020 rispetto ad Aprile 2019.

Per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza, viene prevista, a prescindere dal volume dei ricavi e dei compensi del periodo d’imposta precedente, un’unica soglia di riduzione del fatturato di almeno il 33 per cento, da calcolare con le modalità sopra indicate.

I soli soggetti che hanno iniziato l’attività dopo il 31 Marzo 2019 possono beneficiare della sospensione di tali versamenti senza alcuna condizione.

Le scadenze per l’effettuazione, senza sanzioni e interessi,  dei versamenti oggetto di proroga sono:

  1. in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020
  2. a rate fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal medesimo mese di giugno 2020.

Ad esclusione dei versamenti IVA, anche gli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, che svolgono in misura prevalente attività istituzionali possono usufruire delle predette sospensioni senza che debbano essere verificate ulteriori condizioni.

Per il mese di Aprile  restano inoltre valide le disposizioni dei precedenti D.L. n. 9 e DL n. 18 del 2020 anche ove non siano riscontrate le riduzioni nel fatturato.

A tal proposito si ricorda che era già stata prevista, per determinati settori di attività particolarmente colpiti dall’emergenza COVID-19, la sospensione dei medesimi versamenti già citati (VA, ritenute su redditi da lavoro dipendente, contributi previdenziali, premi per l’assicurazione obbligatoria) in scadenza tra il 2 Marzo ed il 30 Aprile. Per ulteriori dettagli in merito si rinvia al nostro articolo dedicato al Decreto Cura Italia.

I primi chiarimenti dell’Agenzia Entrate

Con riferimento alla verifica della riduzione nel fatturato, la recentissima Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 9/2020 ha chiarito che i soggetti i quali, in virtù dell’attività esercitata, certificano le operazioni sia con fatture sia con corrispettivi, dovranno effettuare il riscontro sulla somma dei due elementi.

La data da prendere in considerazione per il calcolo è quella di effettuazione dell’operazione. Dunque, per le fatture immediate e i corrispettivi, è rispettivamente la data della fattura e del corrispettivo giornaliero, mentre per la fattura differita è la data dei DDT o dei documenti equipollenti richiamati in fattura.[1]

Inoltre, è stato precisato che, nel caso in cui si tratti di soggetti per i quali non sussista l’obbligo della emissione della fattura o dei corrispettivi (come ad esempio per le operazioni previste all’articolo 74 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633), si ritiene che il riferimento al fatturato e ai corrispettivi possa essere esteso al concetto di ricavi e compensi e la verifica sia da fare su tali elementi.[2]

[1] Circolare AE n. 9/2020, $ 2.2.1 Quesito n.5;

[2] Circolare AE n. 9/2020, $ 2.1;

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