Credito d’imposta Adeguamento luoghi di lavoro ed acquisto di DPI  – D.L. 34/2020 c.d. “Rilancio”

Credito imposta adeguamento ambienti lavoro dpi

Il D. L. 19 maggio 2020 n. 34, c.d. decreto “Rilancio”,  ha introdotto alcune misure finalizzate a sostenere l’adeguamento dei processi produttivi e degli ambienti di lavoro e l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (DPI).

Di seguito vediamo le caratteristiche delle agevolazioni introdotte e le condizioni per potervi accedere.

Adeguamento ambienti di lavoro

L’art. 120 del D.L. Rilancio, ha istituito un credito d’imposta, nella misura del 60%, finalizzato a sostenere ed incentivare l’adozione di misure per l’adeguamento dei processi produttivi e degli ambienti di lavoro.

Soggetti beneficiari

  1. soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico indicati nell’Allegato 1;
  2. Associazioni;
  3. Fondazioni e altri enti privati, compresi gli Enti del Terzo settore.

Misura del credito

Il credito d’imposta viene riconosciuto in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 euro, ed è utilizzabile nell’anno 2021 esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

Viene inoltre precisato che il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese ma comunque nel limite dei costi sostenuti.

Interventi agevolati

Fermo restando che, con uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il MEF, possono essere individuate ulteriori spese ammissibili, al momento la norma prevede esplicitamente l’ammissibilità dei seguenti interventi:

  1. interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19 (Sono compresi quelli edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni);
  2. acquisto di arredi di sicurezza;
  3. investimenti in attività innovative, compresi lo sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa;
  4. acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti e degli utenti.

Acquisto di DPI e sanificazioni

L’art. 125 del D.L. Rilancio, ha istituito un credito d’imposta, nella misura del 60%, finalizzato ad abbattere le spese sostenute per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.

Su questa tematica erano già intervenuti in precedenza l’articolo 64 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (c.d. Cura Italia), convertito dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, e l’articolo 30 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23 (c.d. Liquidità) i quali avevano previsto la spettanza di un credito d’imposta del 50%. Tali disposizioni sono ora abrogate a favore della nuova disciplina di cui al presente approfondimento.

Soggetti beneficiari

  1. Soggetti esercenti attività d’impresa;
  2. Artisti e professionisti;
  3. Enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore;
  4. Enti religiosi civilmente riconosciuti

Misura del credito

Il credito d’imposta viene riconosciuto in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 60.000 euro, ed è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa ovvero in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

Spese agevolabili

Sono ammissibili al credito d’imposta le spese sostenute per:

  1. la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
  2. l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
  3. l’acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
  4. l’acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di cui alla lettera b), quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
  5. l’acquisto di dispostivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione.

Per espressa previsione di legge il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive

Anche in questo caso i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta non sono stati ancora delineati e la loro definizione è demandata ad un Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

Cessione dei crediti

Anche per tali crediti è prevista la possibilità di cessione a terzi, inclusi istituti di credito ed intermediari finanziari.

Il cessionario ha a disposizione per l’utilizzo le medesime modalità stabilite per il cedente con riferimento a ciascuna tipologia di credito.

La cessione deve avvenire tra la data di entrata in vigore del DL Rilancio ed entro il 31 dicembre 2021. Per la piena operatività si dovrà pazientare sino all’emissione di un Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che dovrà definire le modalità attuative dell’agevolazione e in particolare l’esercizio dell’opzione, da effettuarsi esclusivamente in via telematica.

Riccardo Sequi

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