Contributi a fondo perduto – D.L. 34/2020 c.d. “Rilancio”

Contributi a fondo perduto - D.L. 34/2020 c.d. "Rilancio"

Il D.L. n. 34 del 19 maggio 2020, cd. decreto “Rilancio”, ha previsto la possibilità, per alcune tipologie di soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica “Covid-19”, di fare richiesta di un contributo a fondo perduto.

Di seguito analizziamo, in maniera schematica, le varie condizioni da rispettare al fine di poter accedere al contributo.

Soggetti beneficiari

La norma individua una serie di soggetti che potenzialmente possono richiedere il contributo:

  1. Esercenti attività d’impresa
  2. Lavoratori autonomi
  3. Titolari di partita IVA che producono reddito agrario ai sensi dell’art. 32 T.U.I.R..

Soggetti esclusi

Sono in ogni caso esclusi dalla possibilità di fruire del fondo:

  1. Soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione della domanda
  2. Enti Pubblici;
  3. Stabili Organizzazioni;
  4. Contribuenti con diritto alla percezione delle indennità ex artt. 27 e 38 D.L. 18/2020 (lavoratori autonomi titolari di partita iva iscritti alla gestione separata INPS; Lavoratori dello spettacolo);
  5. Lavoratori dipendenti
  6. Lavoratori autonomi iscritti alle casse di previdenza private.

La posizione dei lavoratori autonomi

La situazione dei lavoratori autonomi in relazione alla percezione del contributo a fondo perduto merita un approfondimento in quanto sono riscontrabili diverse contraddizioni all’interno della norma.

L’art. 25, co. 1 del D.L. Rilancio include esplicitamente nella platea dei potenziali beneficiari i lavoratori autonomi. Allo stesso tempo però il successivo comma 2 prevede che non possano farne richiesta i professionisti iscritti alle casse di previdenza private e coloro che hanno diritto alla percezione delle indennità ex artt. 27 e 38 D.L. 18/2020, ovvero i titolari di partita iva iscritti alla gestione separata INPS ed i lavoratori dello spettacolo.

Risulta evidente che le restrizioni imposte dal comma 2 vanno a decimare la platea di soggetti, che svolgono attività di lavoro autonomo, e che potenzialmente potrebbero richiedere il contributo.

 

Condizioni per l’accesso

Per poter fare richiesta del contributo è necessario possedere congiuntamente i seguenti requisiti:

  1. Nel periodo d’imposta 2019 non si deve aver conseguito ricavi o compensi in misura superiore ai cinque milioni di euro. In caso di svolgimento di più attività, il limite dei 5 milioni di euro per l’accesso al beneficio riguarda la somma dei ricavi/compensi riferiti a tutte le attività. Per le persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali titolari di reddito agrario e attività agricole connesse (per esempio, agriturismi, allevamento, eccetera), in luogo dell’ammontare dei ricavi, occorre far riferimento all’ammontare del volume d’affari risultante dalla dichiarazione Iva 2020 (periodo d’imposta 2019);
  2. Il fatturato ed i corrispettivi di aprile 2020 si devono essere ridotti al di sotto dei 2/3 rispetto ad aprile 2019 (In altre parole si deve essere verificata una riduzione di oltre il 33%).

L’art. 25, co. 4 del D.L. Rilancio prevede che siano comunque ammessi, anche qualora non dovessero rispettare il requisito dello scostamento di fatturato, coloro che hanno avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019.

L’Agenzia ha precisato, nella propria guida operativa, che il contributo non spetta a coloro che hanno iniziato l’attività dopo il 30 aprile 2020, con l’eccezione delle partite Iva aperte dagli eredi per la prosecuzione dell’attività dei deceduti.

Misura del contributo

Per la determinazione del contributo spettante si applica una delle seguenti percentuali alla differenza di fatturato e corrispettivi tra aprile 2020 ed aprile 2019:

  • 20% se nel periodo d’imposta 2019 i ricavi/compensi sono inferiori a 400.000 euro;
  • 15% se nel periodo d’imposta 2019 i ricavi/compensi sono superiori a 400.000 e inferiori ad un milione di euro;
  • 10% se nel periodo d’imposta 2019 i ricavi/compensi sono superiori ad un milione di euro ed inferiori a cinque milione di euro.

Per i soggetti beneficiari, in possesso delle condizioni per l’accesso, è comunque riconosciuto un contributo minimo di:

  • Mille euro per i soggetti persone fisiche;
  • Duemila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Esempi di calcolo

Di seguito alcuni esempi di calcolo del contributo.

Si presume che gli scostamenti indicati siano superiori al 33% e diano dunque diritto alla percezione delle somme in oggetto.

 

Ricavi/Compensi 2019

Scostamento Fatturato/Corrispettivi tra Aprile 2020 ed Aprile 2019

Importo Contributo

1

Fino a 400.000 €

20.000 €

20% * 20.000 = 4.000€

2

Tra 400.001 e 1 milione di euro

30.000 €

15% * 20.000 = 3.000 €

3

Oltre 1 milione e fino a 5 milioni di euro

50.000 €

10% 50.000 = 5.000 €

4

Fino a 400.000

2500 €

20% * 2.500 = 500 €

In questo caso si ha comunque diritto a percepire una somma minima di 1.000 euro (se persona fisica) o 2.000 euro (se società)

 

Modalità e termini di presentazione dell’istanza

La richiesta dovrà essere inoltrata esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite intermediario.

Con il  provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 10 giugno 2020 sono stati approvati sia modello di domanda che  le  relative  istruzioni di compilazione.

Le istanze per il contributo a fondo perduto possono essere predisposte e inviate all’Agenzia delle entrate a partire dal giorno 15 giugno 2020 e non oltre il giorno 13 agosto 2020.

Solo nel caso in cui il soggetto richiedente sia un erede che continua l’attività per conto del soggetto deceduto, le istanze possono essere trasmesse a partire dal 25 giugno e non oltre il 24 agosto.

Modalità di accredito

Sulla base dei dati dichiarati nell’istanza dal soggetto che richiede il contributo, l’Agenzia delle entrate eroga la somma di denaro mediante bonifico sul conto corrente intestato direttamente al richiedente o quantomeno cointestato allo stesso.

Tramite la  procedura  web  presente  nel  portale  “Fatture e  Corrispettivi”, il richiedente e l’eventuale   intermediario   delegato   (al   Cassetto   fiscale   o   alla Consultazione delle fatture elettroniche) è possibile monitorare l’esito di elaborazione e lo stato di lavorazione. In particolare, al link “Consultazione esito”, è possibile visualizzare se è stato emesso il mandato di pagamento o in quale data il contributo è stato accreditato sul conto.

Verifica antimafia

Se l’ammontare del contributo richiesto è superiore a 150.000 euro, il richiedente (o il suo rappresentante legale, in caso di soggetto richiedente diverso da persona fisica ovvero in caso di minore/interdetto) deve compilare e sottoscrivere anche il quadro A del modello.

In tal caso sarà necessario autocertificare di essere iscritto negli elenchi dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa (art. 1, comma 52, della legge n. 190/2012 – per le categorie di operatori economici ivi previste) o di non trovarsi nelle condizioni ostative di cui all’art. 67 del decreto legislativo n. 159/2011 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonche’
nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia..).

Inoltre sempre nel quadro A dovranno essere indicati i codici fiscali di tutti i soggetti sottoposti a verifica antimafia.

Sanzioni in caso di indebita percezione

Considerato che i soggetti beneficiari autocertificano il possesso dei requisiti necessari alla percezione del contributo, l’Agenzia delle Entrate effettuerà successivamente i riscontri circa la veridicità delle dichiarazioni rese.

Nel caso in cui il contributo risulti non spettante l’AdE procederà a:

  1. Emettere atto di recupero delle somme erogate;
  2. Irrogare le sanzioni di cui all’art. 13, co. 5, D.lgs. 471/1997 (Si tratta delle sanzioni, fissate nella misura dal 100% al 200%, per la compensazione di un credito inesistente);
  3. Richiedere gli interessi sulle somma recuperate ai sensi dell’art. 20 D.P.R. 600/1973.

In caso di indebita percezione si applica inoltre l’art. 316-ter del Codice Penale riguardante l’indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.

 

Riccardo Sequi

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