Credito d’imposta canoni di locazione – D.L. 34/2020 c.d. “Rilancio”

Credito-d’imposta-canoni-di-locazione

 

Il  D.L. 34/2020 c.d. “Decreto Rilancio” prevede un nuovo “bonus” per coloro che esercitano un’attività di impresa, arte o professione in immobili detenuti in locazione.

La tematica era già stata oggetto di un timido intervento da parte del Decreto Cura Italia emanato a Marzo e riguardante solo il canone corrisposto per quel mese.

Vediamo di seguito, nel dettaglio, i caratteri e le condizioni dell’agevolazione prevista dalla nuova disposizione.

 

Beneficiari

Rientrano nella previsione gli esercenti attività d’impresa, arte e professione con ricavi/compensi  < 5.000.000 € nel periodo d’imposta precedente all’entrata in vigore del Decreto Rilancio.

Si tratta del 2019 per i contribuenti con esercizio coincidente con l’anno solare, mentre si fa riferimento al periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore (19 Maggio 2020) per gli altri soggetti.

Rientrano inoltre :
– i soggetti in regime forfetario di cui all’Art. 1, commi 54 e seguenti della L. 190/2014;
– gli imprenditori e le imprese agricole, sia che determinino per regime naturale il reddito su base catastale, sia quelle che producono reddito d’impresa.

IN OGNI CASO, a prescindere dal volume di ricavi/compensi dell’anno 2019, il credito d’imposta spetta a strutture alberghiere e agrituristiche.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito con la Circolare 14/E/2020 che, per quanto riguarda le strutture alberghiere, sono ricompresi i soggetti che, a prescindere da forma giuridica e regime fiscale, svolgono le attività rientranti nella Sezione 55 di cui ai codici ATECO.

Sono ammessi all’agevolazione anche gli enti non commerciali, compresi gli ETS, e gli enti religiosi civilmente riconosciuti relativamente agli immobili che sono destinati all’attività istituzionale.

 

 

Canoni oggetto dell’agevolazione

L’agevolazione riguarda i canoni relativi a immobili ad uso non abitativo, senza che venga indicata una specifica categoria catastale.

Rileva la destinazione ad attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico, esercizio abituale e professionale di attività di lavoro autonomo.

I medesimi devono essere detenuti tramite contratti di:

  1. Locazione;
  2. Leasing;
  3. Concessione;
  4. Servizi a prestazioni complesse ovvero affitto d’azienda nei quali sia ricompreso almeno un immobile ad uso non abitativo destinato alle attività appena elencate, a prescindere dalla categoria catastale.

Con riferimento ai contratti di leasing, è stato precisato dall’Agenzia delle Entrate che è incluso solo il leasing “operativo” in quanto avente una funzione di godimento assimilabile a quella della locazione “tipica”. Restano esclusi quelli di leasing finanziario, nei quali il conduttore si fa carico dei rischi relativi al bene il che li rende assimilabili alla compravendita con finanziamento.

In relazione agli immobili destinati all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo, è stato inoltre precisato che rientrano nell’ambito dell’agevolazione anche gli immobili adibiti promiscuamente all’esercizio dell’arte o professione e all’uso personale o familiare del contribuente che sono ammortizzabili, nel rispetto delle condizioni previste all’Art. 54 del TUIR.

In tal caso il credito di imposta è riconosciuto sul 50 per cento del canone di locazione.  Se il contribuente dispone nel medesimo comune di altro immobile in locazione adibito all’attività in via esclusiva, il credito spetta allora solo con riferimento a tale immobile e non anche per quello ad uso promiscuo.

Mesi oggetto dell’agevolazione

I mesi interessati sono:

  • MARZO, APRILE, MAGGIO 2020;
  • APRILE, MAGGIO, GIUGNO 2020 solo per strutture turistico ricettive con attività stagionale.

Come già accennato, il D.L. 18/2020 (c.d. “Cura Italia”) aveva previsto un credito stabilito in misura pari al 60% del canone relativo al mese di Marzo.  

Coloro che hanno già usufruito di tale disposizione, non potranno nuovamente fruire per il medesimo mese della nuova disposizione del D.L. Rilancio, in quanto è espressamente disposta la non cumulabilità dei due crediti.

Tuttavia, in presenza delle condizioni previste dal “D.L. Rilancio”, qualora non si fosse usufruito o non si rientrasse nella precedente disposizione si può ottenere ora il credito tramite la nuova norma.

Si deve tener presente che il decreto Cura Italia dettava condizioni di certo più stringenti in quanto gli immobili agevolati erano solo quelli in Categoria C/1 e venivano esclusi tutti i soggetti non obbligati alla chiusura in base al DPCM 11.03.2020.

 

Requisiti

Successivamente alla verifica del mancato superamento del limite di ricavi/compensi, la norma richiede che vi siano stati:

  1. Riduzione di fatturato/corrispettivi per oltre il 50% nel mese di riferimento del 2020 rispetto allo stesso del 2019;
  2. Pagamento del canone.

Disposizioni particolari per gli Enti non commerciali

Gli enti non commerciali possono beneficiare del credito anche se esercitano attività commerciali oltre all’attività istituzionale ma è opportuno fare delle distinzioni.

La Circolare 14/E/2020 ha chiarito che relativamente al canone di locazione corrisposto per la sola parte relativa
all’attività commerciale, l’ente non commerciale deve verificare la sussistenza sia del mancato superamento del limite di ricavi che della riduzione nel fatturato.

Nel caso in cui il contratto di locazione stipulato dall’ente sia unico è necessario individuare con criteri oggettivi la quota parte di canone relativo ai locali destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale rispetto a quella dei
locali in cui viene svolta l’attività commerciale. 

Infine, qualora l’immobile venga utilizzato ai soli fini dell’attività istituzionale, non è richiesta la citata verifica del calo del fatturato relativo alle attività poste in essere nel mese preso in considerazione (fermo restando il non aver superato il limite dei 5 milioni di euro).

 

Credito Spettante

La misura è differenziata in base al tipo di contratto:

  • Locazione, Leasing, Concessione: Credito nella misura del 60% DEL CANONE MENSILE versato nel periodo d’imposta 2020;
  • Servizi a prestazioni complesse o affitto d’azienda comprensivi di almeno un immobile ad uso non abitativo: Credito nella misura del 30% DEL CANONE MENSILE versato nel 2020, nel presupposto che il canone non comprende solo il godimento dell’immobile ma anche altri servizi/beni.

 

 

Utilizzo Credito o cessione

È prevista la possibilità di utilizzare il credito tramite:

  1. Dichiarazione dei redditi relativa al periodo di sostenimento della spesa (Dichiarazione 2021 per il 2020);
  2. Compensazione in F24.

L’utilizzo può avvenire a partire dal momento in cui è avvenuto il pagamento.

La Risoluzione 32/E/2020 ha istituito il codice tributo “6920” denominato “Credito d’imposta canoni di locazione, leasing, concessione o affitto d’azienda – articolo 28 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34” da indicare nella sezione “Erario” del Modello F24. 

In luogo dell’utilizzazione, il credito può essere ceduto a terzi, inclusi istituti di credito ed intermediari finanziari.

Il cessionario usufruisce del credito mediante le medesime modalità previste per il cedente.

La cessione deve avvenire entro il 31 Dicembre 2021 e richiede l’esercizio dell’opzione in via telematica.

Si dovrà attendere un apposito Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che definirà le modalità attuative dell’agevolazione e l’esercizio dell’opzione.

La possibilità di cessione riguarda anche il credito previsto dal Decreto “Cura Italia” per il mese di Marzo.

 

Maria Bonaria Sarai

Aggiornato 14.06.2020

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.